Il nostro progetto

Con la collaborazione del Comune di Poppi, della Proloco Centro Storico Poppi e dell’istituto scolastico IISS Galileo Galilei, abbiamo raccolto le informazioni riguardanti le principali attrazioni turistiche del centro storico di Poppi.

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Inquadra il qr-code con l’apposita app e ottieni tutte le informazioni sulle principali attrazioni del nostro paese. Un testo e un’audio-guida ti guideranno attraverso le antiche vie del borgo di Poppi.

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Castello di Poppi

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Chiesa della Madonna del Morbo

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Badia San Fedele

Lasciati guidare dalla Mappa interattiva

Per ogni attrazione troverai le indicazioni verso altri punti di interesse nelle vicinanze

All’interno di ogni pagina web troverai una mappa con degli “hotspot” che ti guideranno verso altri punti di interesse nelle vicinanze. In prossimità dell’attrazione turistica troverai sempre un qr-code da scansionare con tante nuove informazioni.

Qui di seguito alcune cose da non perdere nella tua visita a Poppi.

Badia San Fedele e San Torello

La chiesa di San Fedele in origine era una piccola cappella dedicata a San Rocco ( protettore di Poppi). Il conte Guido Guerra IV conoscendo la fama del monastero di Strumi, riesce a mettersi d’accordo con i monaci per far trasferire una parte di questa nel suo castello di Poppi, facendo ingrandire la cappella e nell’angolo della parte sinistra , fa costruire un portico con alcune celle.

La chiesa oggi è chiamata anche Badia. Fu edificata dall’abate Ridolfo II nel 1185.

È la più grande chiesa del Casentino ed è di epoca longobarda, fu la prima chiesa parrocchiale di Poppi.  Tra il 970 e il 980 risale la scelta come patrono di San Fedele, un soldato della Legione Tebea sotto Diocleziano presso Saint Maurice.

Il beato Torello ha un legame particolare con la Badia di San Fedele perché era la chiesa di riferimenti di questo santo eremita vissuto nel XIII secolo. Nato a Poppi nel 1202 Torello rimane orfano e per i poppesi è il patrono ufficiale del paese e lo festeggiano con una solenne processione il 16 marzo

Chiesa di San Marco e San Lorenzo

La Chiesa di San Marco e San Lorenzo, come si può notare dal nome, ha due titolari poiché è il riconoscimento di due antiche chiese: la storica Chiesa di San Marco del 1250, che sorgeva al posto dell’attuale chiesa e l’arcaica chiesa di San Lorenzo.

A curare la ricostruzione della contemporanea chiesa fu il rettore della chiesa di San Lorenzo, Don Francesco Rilli, e l’edificio venne consacrato il 5 settembre 1784 dal Vescovo aretino Niccolò Marcacci.

Le origini della Chiesa sono contemporanee al vicino Castello dei Guidi e alla Badia di San Fedele.

La Chiesa presenta una semplice facciata esterna, introdotta da una scala settecentesca. L’interno dell’edificio è caratterizzato da un impianto a navata unica, scandito da lesene di vario ordine; la volta a botte è interrotta dalla presenza di sei fasce.

Chiesa della Madonna del Morbo

Davanti alla Chiesa di San Marco e San Lorenzo, al centro del borgo di Poppi,  è situato l’Oratorio della Madonna del Morbo, meglio conosciuto come la Chiesa della Madonna del Morbo

La Chiesa fu realizzata tra il 1651 e il 1659 su progetto del medico poppese Francesco Folli, in onore della Madonna che aveva protetto il popolo di Poppi dalla peste scoppiata nelle zone limitrofe. La stessa peste, quella del 1628, descritta da Alessandro Manzoni nel Romanzo storico “I Promessi Sposi”.

L’oratorio, come si può vedere dallo Statuto,  è “di proprietà del popolo di Poppi”, in quanto venne realizzato a spese della popolazione che intendeva, in questo modo, ringraziare la Madonna per aver salvato la popolazione poppese dalla malattia.

La Biblioteca del Castello

Il 1 dicembre 1825 il Conte cavaliere Fabrizio Rilli-Orsini aveva lasciato al Comune di Poppi la proprietà della Biblioteca di famiglia, formata da 9.000 volumi e 200 manoscritti. L’originale del documento di donazione si trova nell’Archivio notarile di Firenze; da esso si ricava che, oltre ai libri, il Comune ricevette anche la proprietà di tre stanze della casa del Rilli, dove erano custoditi i volumi.

Nel 1866 un altro cittadino, Soldano Soldani, donava la sua biblioteca privata al Comune, imitando l’esempio del Rilli ed accrescendo in tal modo il materiale di studio della Rilliana.

Nello stesso anno venivano devolute al Comune di Poppi le librerie del Convento e del Sacro Eremo di Camaldoli e quella dei Frati Cappuccini.

Castello di Poppi e Piazza delle Armi

Visibile da gran parte del territorio casentinese, l’imponente Castello dei conti Guidi di è senza dubbio Il simbolo per eccellenza del paese di Poppi.

Il Castello, costruito in epoca medievale, fu edificato intorno all’anno 1191. L’edificio è stato ristrutturato a partire dal 1274 per volontà del conte Simone Guidi e di suo figlio Guido.  Attualmente risulta ancora incerta la paternità dell’edificio: la parte più antica è attribuita a Lapo di Cambio, mentre la più recente, databile alla fine del XIII secolo, sarebbe di Arnolfo di Cambio.

L’arrivo al Castello dei Conti Guidi viene subito preannunciato da una statua in bronzo raffigurante Dante Alighieri, che si affaccia sulla vallata casentinese e sulla piana di Campaldino, dove nel 1289 lo stesso Dante, tra le fila dei guelfi fiorentini, ha combattuto contro gli aretini ghibellini.

Dante Alighieri e la battaglia di Campaldino

La “Colonna di Dante”, ai piedi del colle di Poppi in Casentino, è nella Piana di Campaldino; dove l’11 giugno del 1289 si combatté l’omonima battaglia tra i Guelfi fiorentini e i Ghibellini aretini, a cui partecipò Dante Alighieri, come cavaliere guelfo.

Il Sommo Poeta cita Campaldino nel Purgatorio, canto V (vv.91 – 99) (vv.124 – 129) quando incontra Bonconte da Montefeltro, morto nella battaglia, che interroga sulla misteriosa sparizione del suo corpo.

Bonconte, nella sua spiegazione, ci conduce in giro per vari luoghi del Casentino citando il torrente Archiano, la sua sorgente nell’appennino sopra l’Eremo di Camaldoli e la sua confluenza nell’Arno.

La Torre dei diavoli e la leggenda di Matelda

All’interno del cassero del primo castello doveva trovarsi, originariamente, un castello del quale, ad oggi, non rimane traccia.

La Torre dei Diavoli con molta probabilità appartiene al primo incastellamento; essa doveva rappresentare la Torre del Palazzo Signorile.

La Torre dei Diavoli è da sempre legata ad una leggenda, quella di Matelda, giovane contadina, divenuta Contessa.

Matelda era una semplice contadina poppese di vent’anni che, per guadagnare qualche soldo in più, lavava i vestiti delle famiglie del Borgo dei Cenci, a Poppi.  Grazie anche alla sua arte nel cucire, con il passare del tempo, la donna era stata chiamata a svolgere dei lavori dentro al Castello.  E fu grazie alla sua bellezza che Matelda attirò l’attenzione del Conte Guidi, un uomo molto autoritario e più grande di lei, che decise di sposarla.

Porta a Fronzola o di Santi di Cascese

Porta a Fronzola, chiamata oggi anche porta “Santi di Cascese”, è una delle porte che consentono l’accesso al paese di Poppi, uno dei borghi più belli d’Italia, nell’alta valle del Casentino in provincia di Arezzo. Fu edificata nel 1261 nella parte sud del paese, nell’attuale piazza Antonio Gramsci.

Da questa Porta era possibile raggiungere un’altra collina, distante circa quattro chilometri dal paese, che portava al castello di Fronzola, che ad oggi consta solo di pochi ruderi. La porta costituiva probabilmente l’accesso preferito per entrare in paese, con carri e carretti, data la minor pendenza della strada che portava direttamente al centro cittadino. Per tale ragione era anche predisposta per la difesa: ai suoi fianchi vi erano due torri poligonali con un camminamento che le univa, passando sopra la porta.

La struttura muraria è ancora oggi composta da pietre che formano un arco a tutto sesto. Da questa porta è possibile ammirare il panorama, che offre scorci suggestivi sulla vallata casentinese, ed è possibile vedere anche la cittadina di Bibbiena.

Porta Porrena e vista panoramica

Porta Porrena si trova lungo le antiche mura di Poppi , sul lato ovest, e consentiva l’accesso al paese.
La porta venne costruita negli anni in cui Guido Novello era podestà di Firenze dal 1261 al 1266 per conto di Simone da Battifolle a difesa della città.
La porta ha una struttura con un arco a tutto sesto quasi acuto.

Ai due lati della porta si possono vedere due iscrizioni, ormai erose dal tempo, che ci tramandano una storia del XIII secolo. Due epigrafi si conservano ai due lati di Porta a Porrena, una delle quali in esametri latini.
Degli epigrafi se ne conosce il contenuto solo grazie a trascrizioni di eruditi sette-ottocenteschi.

Il Monumento ai caduti 1° guerra mondiale

Ugo Tarchi, architetto e storico dell’arte fiorentino, realizzò un imponente mausoleo che si erge ai piedi del Castello dei Conti Guidi e volge il suo sguardo sulla pianura di Campaldino, dove Dante Alighieri combatté nel 1289.

Il Monumento ai caduti venne eretto in onore dei giovani caduti che combatterono nella Prima Guerra Mondiale contro l’esercito austro-ungarico.

Il committente del Monumento fu Francesco Gatteschi e l’opera venne edificata tra il 1927 e il 1937.

Il 12 giugno 1938 il Monumento venne inaugurato con una cerimonia, presieduta dalle più alte cariche della gerarchia fascista aretina.